Condomini e automobilisti dal mediatore

Prima di intraprendere un giudizio in materia condominiale o di sinistri stradali sarà necessario rivolgersi preventivamente al mediatore.

I numeri sono ad alcuni zeri. Oltre 300.000.

A tanto ammontano le controversie che da oggi potrebbero riversarsi dinanzi ai quasi 750 organismi di mediazione accreditati presso il Ministero della Giustizia insieme ai circa 250 enti di formazione che fino ad oggi hanno “qualificato” circa 40.000 mediatori. Nel frattempo si resta in attesa della sentenza della Corte Costituzionale che a tutt’oggi non ne ha calendarizzato la discussione lasciando così presumere che la pronuncia arrivi tra fine aprile e inizi del mese di maggio.

La mediazione finalizzata alla conciliazione non è un nuovo modo di combattere l’eccessivo carico della giustizia, quanto piuttosto un’evoluzione della conciliazione che, da tempo, insieme alle altre forme di A.D.R. (Alternative Dispute Resolution), costituiscono un valido strumento alternativo alla deflazione del contenzioso.

Ovviamente, nel periodo antecedente il D.Lgs. 28/10, la conciliazione era un istituto in ombra utilizzato principalmente presso le Camere di Commercio, ma soprattutto poco approfondito giuridicamente. Il procedimento di mediazione dovrebbe consentire alle parti di riconoscere quali siano gli effettivi interessi contrapposti, che possono non coincidere con le reciproche posizione giuridiche, attraverso l’evidenziazione degli aspetti emozionali della vicenda che non consentono loro di focalizzare una condivisa soluzione del problema. In definitiva, un mediatore, di fronte al fuoco generato dal conflitto tra due parti, non vi getta benzina, ma neanche acqua, inizialmente cerca di circoscriverlo per poi fare in modo che siano le parti stesse a spegnerlo da sole insieme.

Un compito certamente difficile, cui bisognerà fare attenzione nell’ambito dei corsi di formazione, che dovranno essere modellati su un’adeguata preparazione teorico-normativa, ma anche e soprattutto su un’adeguata preparazione pratico-comunicativa.

La vigilanza ministeriale sul punto è stata intensa, ma il meccanismo del silenzio assenso, introdotto nell’agosto 2011 con il D.M. 145, avrà certamente aumentato il margine di errore nei controlli utili ad evitare che vengano accreditati enti non in grado di rispondere agli standard qualitativi ispiratori del sistema di risoluzione alternativa delle controversie. Il mercato, come di solito avviene, aiuterà certamente il sistema ad espungere i soggetti scarsamente virtuosi, ma la preparazione dei mediatori passa dai corsi di formazione e di aggiornamento sui quali dovrà concentrarsi l’azione di controllo ministeriale.

Un mediatore incapace o inadeguato è un male peggiore e ulteriore rispetto alla controversia, che allontana le parti dalla possibilità di risolvere i loro problemi. In materie come quelle riguardanti i rapporti famigliari e di vicinato, la gestione del conflitto è principalmente incentrata alla gestione della conflittualità relazionale ancor prima che giuridica.

Riguardo ad alcuni aspetti della mediazione relativi alle materie che oggi entrano in vigore, devono essere segnalate alcune criticità, quali quelle legate al rapporto tra indennizzo diretto e domanda di mediazione o capacità autonoma, ossia senza autorizzazione dell’assemblea, dell’amministratore di condominio di inoltrare o rispondere una domanda di mediazione.

Nel primo caso, sembra potersi sostenere che prima di inoltrare la domanda di mediazione sarà necessario attendere il termine di sessanta giorni entro il quale la compagnia potrà formulare la proposta. In tal modo, tuttavia, il danneggiato prima di intraprendere il giudizio dovrà attendere gli esiti del procedimento di mediazione ed a guadagnarci, in termini di tempi, è la compagnia assicurativa. Riguardo, invece, al quesito inerente l’amministratore di condominio sembra potersi sostenere che lo stesso per poter inoltrare una domanda di mediazione e/o presentarsi in mediazione a seguito di invito dovrà ottenere l’autorizzazione dell’assemblea atteso che sia nell’uno, sia nell’altro caso le conseguenza sostanziali e processuali si riverbereranno sul condominio e sui condomini, come accade(va) per un giudizio ordinario.

Anche in queste due materie, tuttavia, bisognerà attendere l’interpretazione della giurisprudenza che, certamente, tenterà uno spacchettamento delle stesse come avvenuto per i diritti reali, in particolare per l’usucapione.

(Giampaolo Di Marco – avvocato)

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