I rischi nel mondo del lavoro: videoterminali

Sono diversi i rischi lavorativi particolarmente diffusi nei luoghi di lavoro come, ad esempio, i rischi correlati all’attività dei videoterminalisti, attività sempre più presente in molti ambienti lavorativi. Per presentare brevemente questo rischio possiamo sfogliare una pubblicazione elaborata dall’Ente Bilaterale Nazionale del Turismo (EBNT), il “ Vademecum della sicurezza. Manuale per la informazione e la formazione degli operatori del settore Turismo”. 

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Nella scheda dedicata ai videoterminali si sottolinea che se quasi in ogni luogo di lavoro sono presenti i videoterminali, è tuttavia necessario definire con esattezza il campo di applicazione della normativa (Titolo VII, D.Lgs. 81/2008).
Bisogna chiarire, ad esempio, di cosa non stiamo parlando:
– “non stiamo parlando di tutte quelle attrezzature (come le calcolatrici o i registratori di cassa) che hanno un piccolo schermo per la visualizzazione dei dati forniti dalla macchina;
– non stiamo parlando dei portatili e neppure dei sistemi informatici a disposizione del pubblico (per esempio, per la ricerca degli orari dei treni);
– non stiamo parlando dei sistemi informatici montati a bordo di mezzi di trasporto (per esempio, ai posti guida delle vetture della metropolitana)”.
Un videoterminale è uno schermo alfanumerico o grafico che prescinde dal tipo di procedimento di visualizzazione utilizzato e dunque, riguardo al campo di applicazione della normativa, stiamo parlando di:
– “un lavoratore che utilizza l’ attrezzatura munita di videoterminale in modo sistematico e abituale per 20 ore settimanali, dedotte delle interruzioni previste dalla norma stessa (per es.: un controllore di volo, un quadrista – scambista di una stazione ferroviaria, un addetto ai dati di borsa);
– un luogo di lavoro che è l’insieme delle attrezzature munite di videoterminale, eventualmente con tastiera e/o con altro sistema di immissione dati (incluso il mouse), il software per l’interfaccia uomo-macchina, gli accessori opzionali, le apparecchiature connesse, comprendenti l’unità a dischi, il telefono, il modem, la stampante, il supporto per i documenti, la sedia, il piano di lavoro, nonché l’ambiente di lavoro immediatamente circostante”.

Premesso tutto questo la scheda, dopo aver riportato gli obblighi del datore di lavoro, segnala che il legislatore “traccia un profilo prescrittivo per l’ambiente nel quale dovrebbe svolgersi il lavoro con uso sistematico di videoterminali:
– schermo: caratteri ben definiti, di forma chiara e grandezza sufficiente; immagine stabile, senza sfarfallamento; contrasto e luminosità regolabili; schermo orientabile e inclinabile, senza riflessi e riverberi molesti;
– tastiera: inclinabile e separata dallo schermo (per motivi di comodità); spazio sufficiente per l’appoggio delle mani e delle braccia; superficie non riflettente; buona leggibilità dei simboli sui tasti;
– piano di lavoro: abbastanza grande da consentire una disposizione flessibile di schermo e tastiera, dei documenti e del materiale accessorio e una posizione comoda; con supporto per documenti stabile e regolabile per ridurre al minimo i movimenti della testa e degli occhi;
– sedile di lavoro: stabile, ma tale da consentire al lavoratore una posizione comoda e una certa libertà di movimenti; altezza regolabile; schienale regolabile in altezza e inclinazione; poggiapiedi a richiesta”.

(fonte Puntosicuro)

 
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