Quanto siamo esposti ai campi elettromagnetici dei cellulari?

elettrosmog

Pubblicato da Arpa Piemonte lo studio “Esposizione umana a radiofrequenze”, nel quale è emerso che la modalità di utilizzo del cellulare influenza il livello di esposizione personale ai campi elettromagnetici emessi dai dispositivi di telefonia portatile.

Quali sono le modalità di utilizzo del telefonino per la riduzione del rischio?

Dallo studio sull’esposizione ai campi elettromagnetici emessi dai cellulari è emerso che:

  • L’esposizione cala dell’80% con l’auricolare

    I livelli di campo elettromagnetico emessi da un telefonino si riducono rapidamente con la distanza dall’antenna. A 30 cm, ad esempio, si ha una riduzione di più dell’80%  rispetto all’ intensità massima, e questo sottolinea l’importanza di dispositivi come auricolari o viva voce per ridurre l’esposizione personale.

  • L’esposizione è, ed è 100 volte minore con il 3G, a campo pieno

    La potenza emessa dal telefonino diventa molto minore se il segnale viene ricevuto con più campo. Un buon livello di ricezione fa diminuire da 10 a 100 volte l’esposizione, quindi la potenziale pericolosità.

Fortunatamente con i nuovi telefonini in commercio e con il miglioramento della copertura di rete si ottiene una significativa riduzione dell’esposizione individuale ai campi elettromagnetici dei telefonini!

La presunta nocività per la salute umana dell’esposizione a campi elettromagnetici è ancora oggetto di un dibattito molto acceso all’ interno della comunità scientifica. Per questo, dice Arpa, “sono comunque da ritenersi utili e da attuare strategie per ridurre le esposizioni alle radiofrequenze emesse da telefoni cellulari”.

Importante risultato del progetto di ricerca è stato infine lo sviluppo di un’applicazione per smartphone Android che, utilizzando le misurazioni rilevate in laboratorio, riesce a fornire all’utente informazioni sul livello di radiazioni che ha accumulato in base al tempo trascorso al telefono, considerando il tipo di tecnologia utilizzata, la potenza del segnale in ricezione e l’utilizzo di dispositivi quali auricolari o viva voce.

L’applicazione inoltre consente di collegarsi a un server in cui i dati raccolti da tutti gli utenti iscritti verranno elaborati al fine di effettuare analisi cumulative dell’utilizzo dei telefonini per un campione di popolazione e progettare indagini epidemiologiche.

Consulta lo studio dell’Arpa Piemonte “Esposizione umana a radiofrequenze”

(fonte Necsi)

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