Le criticità e gli aspetti da chiarire dell’alternanza scuola-lavoro

Posto che gli allievi, nella loro equiparazione a lavoratori, hanno diritto ad una formazione generale e ad una specifica, la ripartizione di responsabilità nel garantirla, a favore di quest’ultimi, ha registrato un cambiamento determinante, passando da quanto stabilito nell’Accordo Stato-Regioni del 2011, n.221, a quanto disposto oggi, dal recente Accordo Stato-Regioni del 2016, n.128.

Se nel primo, infatti, prendendo a riferimento i lavoratori in somministrazione, si prevedeva (correttamente) che la formazione generale fosse erogata dal somministratore e quella specifica dall’utilizzatore, nell’attuale Accordo, nel quale si prevede un cambio di rotta (per nulla convincente), viene posto in capo ai somministratori l’onere (o anche solo la possibilità) dello svolgimento dell’intero percorso formativo (parte generale e parte specifica) a favore dei lavoratori somministrati, attribuendo così la decisione ad un accordo basato su di una mera ripartizione di adempimenti e relativi oneri.

Nel progetto di alternanza scuola-lavoro, equiparabile come condizione, nello specifico, al lavoro in somministrazione, tenuto conto delle soluzioni medesime indicate, la formazione generale e specifica degli studenti, può, quindi, anche in questo caso, essere svolta dalle scuole o dalle strutture ospitanti, secondo un mero criterio di accordo in convenzione che stabilirà chi si caricherà l’onere, economico ed organizzativo. Lontani, purtroppo, anche in caso di formazione svolta in modo adeguato ed approfondito, da quell’impostazione primaria di valore che riteneva (giustamente) necessario il rapporto stretto e diretto tra formazione specifica e valutazione dei rischi del contesto nel quale il lavoratore (o studente in alternanza) è chiamato a svolgere la sua attività, anche in una cornice privilegiata di metodologia didattica, qual è l’alternanza scuola-lavoro, dove anche in questo caso i costi sembrano prevalere sull’affermazione della cultura della prevenzione e, forse, anche sulla garanzia di una tutela adeguata.

Dal contenuto diverso, ma secondo lo stesso principio, anche la sorveglianza sanitaria è rientrata tra gli obblighi per i quali, lasciandosi alle spalle criteri di più alto valore e garanzia di tutela, come l’obbligo di svolgere la visita medica di idoneità, da parte del medico competente della realtà lavorativa che accoglie il lavoratore “esterno”, si è passati a lasciare la piena libertà di poter assolvere all’obbligo da parte dell’una o dell’altra realtà, nel caso specifico, la scuola o la struttura ospitante. Riducendo, in effetti, anche in questo caso, un elemento di tutela a mero onere economico ed organizzativo, da ripartirsi, mediante accordo da formalizzare con la convenzione, si è consentito ai medici competenti della struttura scolastica, di effettuare le visite di idoneità agli studenti in alternanza, potendone prevedere, perfino, una validità a copertura triennale, come se i giovani, specie in tempo di crescita e mutamento psico-fisico, qual è il periodo dell’adolescenza, nel corso dei tre anni di svolgimento del percorso di alternanza, rimanessero uguali.

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