Somministrazione di alimenti e bevande: i requisiti professionali per titolare di asilo nido

nido

Un asilo nido privato non può essere considerato alla stregua di un’impresa esercente l’attività nel settore alimentare o della somministrazione di alimenti e bevande, anche se all’interno vengono preparati e somministrati pasti agli assistiti. Pertanto, il Ministero dello Sviluppo economico, con risoluzione n. 133794 del 6 aprile 2017, ritiene di non poter considerare il titolare, in possesso del requisito professionale richiesto per il commercio al dettaglio di generi alimentari e per la somministrazione di alimenti e bevande.

Un soggetto titolare di asilo nido privato con preparazione e somministrazione di pasti può essere considerato in possesso del requisito professionale per il commercio al dettaglio di generi alimentari e per la somministrazione di alimenti e bevande?
A questa domanda risponde negativamente il Ministero dello Sviluppo Economico con risoluzione n. 133794 del 6 aprile 2017.
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In particolare il Ministero ricorda che per la somministrazione di alimenti e bevande e per l’avvio e l’esercizio di un’attività commerciale al dettaglio di generi alimentari, la normativa attualmente in vigore riconosce il possesso del requisito professionale a chi ha “ …. esercitato in proprio attività d’impresa nel settore alimentare o nel settore della somministrazione di alimenti e bevande (…)”. Inoltre con precedente nota n. 136797 del 14-6-2012, il Ministero stesso, aveva sostenuto di non poter considerare come impresa esercente l’attività nel settore alimentare o nel settore della somministrazione di alimenti e bevande la gestione di comunità residenziali (case di riposo per anziani) anche se nel centro cottura delle stesse vengono prodotti e somministrati i pasti degli anziani.
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Pertanto, non potendosi considerare un asilo nido privato alla stregua di un’impresa esercente l’attività nel settore alimentare o della somministrazione di alimenti e bevande, anche se all’interno vengono preparati e somministrati pasti agli assistiti, il Ministero ritiene di non poter considerare il soggetto in discorso in possesso del requisito professionale richiesto.
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A cura della Redazione Ipsoa
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