Pronto soccorso e prevenzione incendi: quale comportamento corretto per i datori di lavoro?

L’Ispettorato Nazionale del lavoro, con la circolare n.1 del 2018, fornisce le indicazioni ai datori di lavoro riguardo l’adempimento dei compiti loro assegnati in materia di primo soccorso e prevenzione incendi. L’Ispettorato recepisce così le novità introdotte dal Job Act in materia di sicurezza del lavoro.

Con la circolare n. 1 dell’11 gennaio 2018, l’Ispettorato Nazionale del lavoro interviene in materia di primo soccorso e prevenzione incendi fornendo indicazioni operative ai datori di lavoro. Il Jobs Act ha la norma che consentiva lo svolgimento diretto dei compiti di primo soccorso, nonché di prevenzione incendi e di evacuazione, da parte del datore di lavoro, solo nelle imprese o unità produttive fino a cinque lavoratori, fermo restando di partecipare ai corsi di formazione previsti per addetti antincendio e per addetti al primo soccorso (articoli 45 e 46).
E’ stata dunque rimossa la limitazione previgente, riconoscendo anche alle piccole imprese con più di cinque lavoratori la presenza di un datore di lavoro in possesso della formazione prevista per gli addetti antincendio e per addetti al primo soccorso costituisce un vantaggio ai fini della sicurezza.
Obblighi in materia di primo soccorso
In merito allo svolgimento diretto da parte del datore di lavoro dei compiti di primo soccorso, si precisa che tale facoltà concessa al datore di lavoro implica l’obbligo di designare i lavoratori incaricati dell’attuazione delle misure di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione dei luoghi di lavoro in caso di pericolo grave e immediato, di salvataggio, di primo soccorso e, comunque, di gestione dell’emergenze.
Obblighi in materia di prevenzione incendi
Il datore di lavoro ha anche l’obbligo di adottare le misure necessarie ai fini della prevenzione incendi e dell’evacuazione dei luoghi lavoro, nonché le misure per il caso di pericolo grave e immediato. Tali misure devono essere adeguate alla natura dell’attività, alle dimensioni dell’azienda o dell’unità produttiva e al numero delle persone presenti.
Pertanto, il fatto che il datore di lavoro, previa adeguata formazione, possa svolgere le attività sopra descritte, non comporta che operi in totale autonomia nello svolgimento di tali compiti.
A cura della Redazione IPSOA
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