Vietata la foto di classe per motivi di privacy

La foto di classe è un rito. L’attesa per l’arrivo del fotografo, la posa all’entrata della scuola, le firme dei compagni di classe sul retro, la fila alla cattedra per avere anche quelle degli insegnanti. Ai tempi di Facebook, quell’immagine, in bianco e nero o a colori, è uno dei pochi ricordi materiali legati all’esperienza vissuta tra i banchi. Una dirigente scolastica toscana, però, l’ha vietata. Sia alle elementari, sia alle medie. Motivo: tutela della privacy.

Borgo San Lorenzo è un comunedi oltre 18 mila abitanti in provincia di Firenze. È stata la dirigente scolastica locale, Patrizia Nappa, a firmare una circolare in cui si evidenzia che d’ora in avanti «sarà vietata qualsiasi riproduzione fotografica in ambito scolastico, compresa la foto di classe». Secondo Nappa, lo scatto di gruppo, che in molti conservano sino all’età adulta, violerebbe la normativa europea 2016/679 sulla tutela dell’immagine dei minori.

Il provvedimento è stato adottatoperché le foto potrebbero essere rese pubbliche e usate da altri, magari sui social network, senza l’autorizzazione e contro la volontà dei genitori degli studenti ritratti. Le reazioni, però, sono di stupore e incredulità. Anche perché madri e padri, all’inizio di ogni anno, firmano una liberatoria per l’uso delle immagini dei propri figli. Inoltre, senza le foto di classe o quelle in gita sarà difficile documentare il passato scolastico. «Io sono andato ovviamentegratis a fare le foto alla classe di mio figlio compilando tutti i documenti del caso. Ma come si fa a vietare una cosa così bella? Ma ci rendiamo conto dove ci sta portando questo politicamente corretto?», si legge tra i commenti a corredo della notizia riportata sulla pagina di Facebook della Nazione.

«Mi scappa da ridere:quale privacy? Questa parola che va tanto di moda quando fa comodo. Che cosa vuol dire privacy in una foto scolastica?». E ancora: «Io, con la mia età, le ho ancora tutte queste foto che mi ricordano un sacco di cose passate nell’ambito scolastico. Amici, insegnanti. Adesso arriva una dirigente scolastica che le vuole vietare con la scusa della privacy?». I genitori invocano «buon senso». La direttiva della dirigente, però, è perentoria. E dovrà essere applicata«scrupolosamente».

Secondo Nappa, sono statiproprioalcuni genitori a chiederle di tutelare l’immagine dei loro figli. «In particolare, una madre che è una legale e che si occupa di tutela dell’immagine dei minori ha rappresentato alcune preoccupazioni, sulla base delle quali ho dovuto prendere delle decisioni che possono sembrare impopolari, ma che sono mirate a tutelare l’immagine dei bambini».

Nel 2012, un istituto superiore di Lecco, in Lombardia, aveva vietato discattare foto col cellulare o con una macchina fotografica digitale «senza avere il consenso della famiglia degli studenti».Sia a scuola, sia in gita. «Il nostro obiettivo», disse il presidedell’istituto Pasini,Antonio Perrone, «è quello di educare i ragazzi a un corretto uso di Facebook». L’allora provveditore agli studi di Lecco, Giuseppe Petralia, aveva definito le restrizioni come «eccessive».Come gran parte dei genitori di Borgo San Lorenzo.

Fonte: Italia Oggi del 17 marzo 2018

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