Privacy: localizzazione veicoli aziendali

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Con il provvedimento n. 396 del 28 giugno 2018, il Garante per la protezione dei dati personali interviene in materia della privacy, diritto da rispettare anche in fase di progettazione di un prodotto o di un servizio.
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Il Garante, quindi, ha vietato l’ulteriore trattamento dei dati alla società che ha installato il sistema ed ha altresì prescritto al fornitore di adeguare il sistema alla disciplina europea sulla protezione dei dati. In applicazione del nuovo Regolamento Ue, l’Autorità ha ingiunto per la prima volta a un fornitore di servizi di geolocalizzazione, di incorporare il “diritto alla privacy” direttamente nelle funzionalità del prodotto, (privacy by design e privacy by default).
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L’intervento del Garante ha preso l’avvio dalla segnalazione di un dipendente di una società che utilizza il servizio di localizzazione sulla propria flotta aziendale.
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Caratteristiche del servizio standard

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Il servizio “standard” dovrà essere rimodulato con particolare riguardo:
– agli intervalli temporali di rilevazione della posizione geografica dei veicoli (allo stato fissati, rispettivamente, tra i 30 e i 120 secondi);
– ai tempi di conservazione dei dati (ora stabiliti in 365 giorni);
– alla memorizzazione e messa a disposizione delle mappe di tutti i percorsi effettuati.
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La società dovrà, inoltre, informare chiaramente i propri clienti circa la possibilità di adattare le caratteristiche del servizio alle concrete finalità perseguite. La funzione che consente la disattivazione del GPS dovrà essere resa disponibile per tutti i tipi di abbonamento al servizio senza eccessivi costi aggiuntivi.
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Criticità del monitoraggio

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I controlli svolti dall’Autorità in collaborazione con la Guardia di Finanza, hanno accertato che il sistema, consentiva il monitoraggio continuo dell’attività del dipendente, in violazione dei principi di necessità e proporzionalità.
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Per di più, visto che le autovetture potevano essere utilizzate anche al di fuori dell’orario di lavoro e pure da congiunti dei dipendenti, tale sproporzionata attività di raccolta e conservazione dei dati tratti dalla geolocalizzazione del veicolo consentiva di fornire informazioni sul lavoratore non rilevanti rispetto allo svolgimento dell’attività lavorativa (in violazione di legge, in particolare dell’art. 8 dello Statuto dei lavoratori) nonché su terzi estranei.
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A cura della Redazione Ipsoa
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