Medico competente: spetta al datore di lavoro la responsabilità della scelta

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Il medico competente, per la normativa prevenzionistica di base (T.U. salute e sicurezza sul lavoro), è il medico che, in possesso di idonei titoli e requisiti formativi e professionali, collabora con il datore di lavoro ai fini della valutazione dei rischi ed è nominato dallo stesso per effettuare la sorveglianza sanitaria e per tutti gli altri compiti previsti dalla normativa, a tutela dello stato di salute e della sicurezza dei lavoratori.

Ruolo del medico competente

In particolare, l’attività del medico competente si sviluppa in due fasi: la prima è quella di collaborazione con il datore di lavoro e con il servizio di prevenzione e protezione per la valutazione dei rischi sul luogo di lavoro finalizzata alla redazione del documento della valutazione dei rischi, la seconda è quella di collaborazione all’attuazione di programmi di promozione della salute e di effettuazione della sorveglianza sanitaria nei casi previsti dalla norma per le tipologie di rischio presenti in azienda al fine di garantire nel tempo la tutela della salute dei lavoratori.

Va ricordato, infatti, che la sorveglianza sanitaria è definita quale insieme degli atti medici, finalizzati alla tutela dello stato di salute e sicurezza dei lavoratori, in relazione all’ambiente di lavoro, ai fattori di rischio professionali e alle modalità di svolgimento dell’attività lavorativa.

Titoli e i requisiti professionali del medico competente

All’art. 38 del D.Lgs. n. 81/2008 vengono individuati i titoli e i requisiti professionali obbligatori per poter svolgere le mansioni e la funzione di medico competente. Come tutte le figure professionali, il medico che svolge le funzioni di medico competente è obbligato a tenersi costantemente aggiornato, non solo per ciò che è strettamente legato alla professione medica, ma anche rispetto ai principi derivanti dalla giurisprudenza che regolamenta la sicurezza sul lavoro, materia questa sempre delicata e soggetta a continue modifiche.

In particolare, per lo svolgimento delle funzioni di medico competente, è necessario partecipare al programma di educazione continua in medicina (ECM), ai sensi del D.Lgs. n. 229/1999 e s.m.i., conseguendo i crediti previsti dal programma triennale nella misura non inferiore al 70 per cento del totale nella disciplina “medicina del lavoro e sicurezza degli ambienti di lavoro”. I medici, in possesso dei titoli e requisiti previsti dalla normativa vigente, possono iscriversi all’elenco nazionale dei medici competenti, tenuto ed aggiornato sulla base del decreto 4 marzo 2009, come modificato dal decreto 26 novembre 2015, presso la Direzione Generale della prevenzione sanitaria del Ministero della Salute, alla quale i medici competenti provvedono a trasmettere la certificazione o l’autocertificazione attestante il conseguimento dei crediti ECM previsti.

Il datore di lavoro, nella scelta della figura professionale cui affidare le funzioni di medico compente, avrà cura di individuarlo in un professionista idoneo e aggiornato, in quanto il datore di lavoro che si avvalga di un medico competente senza titoli e requisiti è punito, ai sensi del D.Lgs. n. 81/2008, per mancata richiesta di osservanza degli obblighi previsti a carico del medico, con l’ammenda da 2.233,65 a 4.467,30 euro (importi così rivalutati dal 1° luglio 2018).

(fonte IPSOA)

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