Campi elettromagnetici: i carrelli elevatori

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Lo sviluppo tecnologico della nostra società porta ormai ad un utilizzo sempre più diffuso e massiccio di sorgenti di campo elettromagnetico ed è evidente che questa crescita delle sorgenti comporta scenari espositivi a campi elettromagnetici (CEM) “sempre più vari e talvolta intensi”. E per questa ragione “è fondamentale fornire ai lavoratori e a tutte le figure coinvolte nel sistema di sicurezza aziendale corrette procedure di valutazione e prevenzione del rischio, ed una adeguata informazione e formazione sui corretti comportamenti da adottare in tutte le attività in prossimità di sorgenti rilevanti sotto il profilo dell’esposizione a CEM”.

E riguardo alle novità normative della Direttiva europea 2013/35/UE, relativa all’esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dai campi elettromagnetici, e del recepimento avvenuto con il Decreto legislativo del 01 agosto 2016, n. 159, si segnala che un’importante novità introdotta è il fatto che ora “le banche dati e le informazioni contenute nel PAF (Portale Agenti Fisici) rappresentano uno strumento valevole per effettuare la valutazione del rischio da campi elettromagnetici”.

Le sorgenti di CEM e l’uso del portale agenti fisici

Nell’intervento “Sorgenti di CEM nei luoghi di lavoro ed esposizione dei lavoratori: uso del PAF”, a cura di I. Pinto, A. Bogi, N. Stacchini e D.Gioia (Laboratorio di Sanità Pubblica, Usl Toscana Sud-Est), si presenta innanzitutto il Portale Agenti Fisici, un portale che, come si può leggere sul portale stesso, è stato ‘realizzato dal Laboratorio di Sanità Pubblica dell’Azienda Sanitaria USL Toscana Sud Est (ex Azienda USL 7 Siena) con la collaborazione dell’INAIL e dell’Azienda USL di Modena, al fine di mettere a disposizione uno strumento informativo che orienti gli attori aziendali della sicurezza e gli operatori della prevenzione ad una risposta corretta ai fini della prevenzione e protezione da agenti fisici’.

Si indica che, al pari delle altre sezioni del PAF, “quella relativa ai campi elettromagnetici comprende sia la banca dati delle esposizioni che altre sottosezioni altrettanto importanti per la valutazione del rischio, ove vengono descritti i principi su cui si basa tale valutazione, il metodo generale, le normative più rilevanti, ed inoltre viene fornita documentazione estesa sia sul rischio CEM che sulle misure di tutela per differenti tipologie di sorgenti e scenari espositivi”.

E la relazione si sofferma in particolare sulla banca dati dei macchinari dove “vengono inseriti gli apparati valutati sia dagli autori del portale che da altri soggetti, previo accreditamento”. Le misure da inserire nel PAF devono poi “seguire i criteri descritti nella documentazione per la fornitura dei dati” ed uno dei criteri è quello di “descrivere nel miglior modo possibile la sorgente con foto e misure. Infatti per valutare il livello di esposizione ai CEM riveste grande importanza non tanto l’orientamento dell’operatore rispetto alla sorgente, quanto la sua posizione e la geometria di quest’ultima”.

 

Rimandiamo alla lettura integrale della relazione, che si sofferma anche sulla scheda del macchinario e sugli sviluppi futuri del PAF – raccontati dal nostro giornale anche con un’ intervista ad Andrea Bogi – e veniamo a presentare in particolare: i carrelli elevatori.

Infatti alcune schede dei carrelli presenti sul PAF non hanno la sezione delle misure. Tuttavia in coda all’anagrafica, nel campo delle “misure di tutela necessarie” compare la seguente frase: ‘l’equipaggiamento elettrico del veicolo può compromettere il funzionamento dei dispositivi medicali (pace-maker, apparecchi acustici, ecc.) dell’operatore e portare ad anomalie funzionali. Consultare un medico o il fabbricante del dispositivo medicale per sapere se può essere impiegato senza problemi vicino al veicolo di movimentazione interna’.

Queste apparecchiature “sono azionate a corrente” ed il conducente “sta seduto sul pacco batterie. Quindi il costruttore ha valutato che mentre per operatori sani non vi sono rischi di CEM, nel caso di portatori di dispositivi medici impiantati attivi, ci potrebbe essere il rischio di interferenze”.

In ogni caso la presenza di questa frase nel manuale “deve far scattare, nel caso di soggetti a rischio, una procedura di valutazione ad hoc” e si segnala che in una tabella della Linea guida relativa alla nuova direttiva europea “si trovano due voci sotto le quali potrebbero rientrare i carrelli elevatori: ‘veicoli o impianti a motore’ e ‘macchinari per cantieri’; coerentemente a quanto dichiarato dal produttore, per entrambe le categorie la linea guida indica la necessità di eseguire una valutazione approfondita nel caso di operatori con dispositivi medici impiantati attivi”.

 

(fonte Punto Sicuro – Tiziano Menduto)

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