Privacy e GDPR: il nuovo sistema del consenso al trattamento

General data protection regulation (GDPR) concept.

In un mondo iper virtuale e in cui è in costante incremento l’utilizzazione dei dati e in particolare quelli personali, questi ultimi hanno trovato una forte tutela da parte dell’Unione europea. Il Regolamento UE 679/2016 GDPR è entrato in vigore in tutti gli Stati europei al fine di uniformare i criteri per tutelare il loro trattamento, riconosciuto come diritto fondamentale della persona.

Quando i nostri dati vengono trattati a mezzo di algoritmi e ci troviamo presi di mira da messaggi e telefonate non graditi possiamo far valere i nostri diritti per ottenere l’inibizione. Al contempo ci chiediamo come e quando siamo stati inseriti nelle banche dati. Il caso più frequente è il rilascio del consenso al trattamento sui siti nei quali navighiamo.

Per contrastare la diffusa facilità di acquisire detto consenso, la normativa ha conclamato il diritto ad un consenso libero e specifico, artt. 6 e 7 del Regolamento GDPR, legge pienamente efficace in Italia anche per l’espressa abrogazione di buona parte del superato d.lgs. 196/2013, stante la precisa scelta assunta dal Governo con il nuovo D.Lgs. 101/2018.

Se è stata posta massima attenzione al consenso stabilendo che lo stesso non va estorto e deve essere sempre specifico, in termini concreti cosa vuol dire?

Il vissuto che arriva avanti ad un’aula di giustizia e che si conclude con una sentenza ci aiuta a comprendere le logiche applicative.

E’ recentissima la sentenza della Cassazione 2 luglio 2018, n. 17278 che affronta uno dei casi maggiormente diffusi: esponiamo di seguito brevemente la questione.

Il consenso al trattamento che ci viene richiesto per accedere ad un servizio on line (per esempio per un accesso a maggiori informazioni su di un argomento e/o a news) lo concediamo o meglio lo manifestiamo validamente sul piano giuridico, a mezzo del “segno di spunta”  (con il click o checkmark) . E di ciò dobbiamo esserne consapevoli perché detto semplice click è da tempo equiparato alla tradizionale nostra sottoscrizione su fogli cartacei. In termini interpretativi, l’evoluzione del diritto, ha consentito che la tecnologia sia pienamente equiparata alla volontà espressa con la firma a penna.

E’ importante sottolineare che la legge impone altre tutele: la scelta di rilasciare il consenso deve essere libera.

La citata recente decisione chiarisce che in taluni casi il rispetto del concetto di libero consenso va, però, contemperato col diritto del titolare del sito e ciò accade in tutti i casi in cui la spunta è posta come obbligatoria per poter ulteriormente navigare e cioè quando il titolare del sito la pone come condizione per far fruire di quei servizi che ha ritenuto di rendere segretati, se non previa registrazione.

Sul punto la Cassazione ha stabilito che è prevalente il diritto a poter inibire una parte della navigazione del sito rispetto al concetto di libero consenso, precisando che ciò è lecito se il servizio offerto è fungibile e nel caso in cui la mancanza nei confronti dell’utente non gli possa arrecare un “gravoso sacrificio”. Il click rimane un’opzione e non ci si potrà poi lamentare.

Vi è inoltre da esaminare l’altro presupposto e cioè che il consenso sia specifico e cioè che il titolare del sito ponga in essere le opportune cautele affinché il suo rilascio avvenga in modo valido.

Su tale aspetto l’interpretazione è rigida nel sottolineare che all’utente/interessato anche su supporto on line deve essere sempre messo nelle condizioni di comprendere i precisi ambiti di utilizzabilità dei suoi dati.

Il rilascio del consenso è illegittimo ogni qual volta manchi un’informativa chiara e trasparente soprattutto nel definire a cosa potranno servire i dati personali. Dovrà ad esempio risultare precisata in termini chiari, non solo l’indicazione che i dati verranno trattati per finalità, ad esempio, pubblicitarie ma anche per quali settori merceologici o di servizi.  Ne consegue che saranno soltanto quelli specificati che in un futuro potranno contattarci avendo acquisito i nostri dati con il consenso rilasciato.

Nel Regolamento è dedicata molta attenzione alle tutele quando i diritti vengono lesi con strumenti dettagliati e prevedendo sanzioni molto elevate. Le norme sono molto stringenti e il complessivo progredito sistema è strutturato affinché delle stesse si abbia certezza. Ciò comporta, oggi più di prima, che debba esserci la consapevolezza, da una parte della necessità di adeguarsi alla normativa e dall’altra degli strumenti posti a tutela degli interessati per difendersi dagli abusi, pretendendo decisioni veloci e condanne giuste, in caso di acclarate violazioni.

(Altalex, 13 settembre 2018. Articolo di Giuseppe Sparano e Lorenzo Sparano)

Questa voce è stata pubblicata in Privacy e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...