Produzione delle olive: la sicurezza nella potatura e nella raccolta

Nella Regione Campania, una tra le cinque regioni italiane a maggior produzione di olio di oliva, gli oliveti sono nella maggior parte dei casi “ubicati su terreni con caratteristiche orografiche difficili, che non sempre permettono la meccanizzazione delle pratiche colturali e, pertanto, richiedono un significativo impiego di manodopera”. E la concorrenza sul mercato di prodotti ottenuti da coltivazioni intensive “possono indurre gli imprenditori a risparmiare sui costi della manodopera utilizzando personale non sufficientemente formato”.

A ricordarlo è l’introduzione di un documento, realizzato dalla Direzione regionale Inail Campania in collaborazione con vari istituti e associazioni, dal titolo “ Oleare la sicurezza. I rischi per i lavoratori nella coltivazione dell’olivo e la produzione delle olive”. Un documento – nato dall’esperienza di un progetto di indagine sulla sicurezza nelle principali fasi di lavorazione del terreno, cura delle piante e raccolta – che sottolinea le principali criticità e suggerisce le misure di prevenzione e di protezione più opportune.

Riguardo alla fase di potatura e allevamento dell’olivo, il documento ricorda che la potatura ha “l’obiettivo di mantenere in equilibrio l’attività vegetativa e produttiva, e di esaltare l’efficienza fotosintetica della chioma” e che i principali “interventi cesori comprendono il raccorciamento e la soppressione di rami o branche”. In questa fase della lavorazione “si fa ricorso all’uso delle scale e all’ausilio di forbici, seghe, motoseghe consentire elevate produzioni e la facile esecuzione degli interventi colturali”.

Si ricorda poi che recentemente si sta diffondendo “una pratica di potatura straordinaria degli olivi per adattare le strutture del fusto alle operazioni di raccolta meccanica, ovvero per abbassare gli alberi di altezza eccessiva, che rendono difficile l’esecuzione di molti interventi colturali. Un’operazione che ha ridotto di molto gli incidenti causati dalla caduta dall’alto, soprattutto durante l’uso di scale al momento della raccolta”.

La sicurezza nella fase di potatura

Si segnala che i rischi generati dalla fase di potatura e dalla raccolta dei sarmenti “sono legati a:

  • uso di scale portatili;
  • impiego di attrezzi taglienti e pungenti;
  • impiego di motosega:
  • tranciatura;
  • taglio o troncamento;
  • puntura o perforazione”.

E non è da trascurare in questa fase “l’esposizione a raggi solari e microclima termico (temperatura/umidità)”.

Riprendiamo dalla scheda “Potatura ed eliminazione dei rami” le indicazioni sulle misure di prevenzione per il rischio di caduta dall’alto di persone e di oggetti:

  • “verificare la consistenza del terreno per l’appoggio della scala;
  • operare in condizioni di buona stabilità ed equilibrio;
  • verificare preventivamente le condizioni della scala;
  • ancorare la scala alla pianta;
  • non salire sulla pianta se le condizioni non sono sicure;
  • usare scale con marcatura CE;
  • utilizzare forbici manuali con prolunga;
  • non abbandonare gli utensili né appoggiarli in posti sopraelevati;
  • riporre sempre gli attrezzi in idonea fondina assicurata ai pantaloni;
  • non far sostare mai altri operatori sotto la scala;
  • verificare preventivamente lo stato di manutenzione degli attrezzi;
  • controllare l’affilatura delle lame”.

E riguardo ai rischi meccanici, con particolare riferimento all’ uso della motosega, si indica di:

  • “verificare preventivamente lo stato di manutenzione (in particolare del freno catena e affilatura corretta della lama);
  • effettuare pause di riposo;
  • attenersi scrupolosamente al manuale d’ uso della motosega;
  • spegnere la motosega e poggiarla a terra prima di effettuare il rifornimento;
  • non poggiare la motosega a terra in vicinanza di erba o foglie secche”.

L’uso dei fitofarmaci in sicurezza

Il documento si sofferma anche sulla difesa dai fitofagi, dove l’insetto più temuto dagli agricoltori è la “mosca” dell’olivo.

Si segnala che le condizioni di esposizione a sostanze chimiche in agricoltura “si caratterizzano per la molteplicità dei prodotti utilizzati, per l’uso concentrato in periodi brevi e per una maggiore esposizione cutanea rispetto a quella inalatoria”. Ad esempio “la capacità di penetrare attraverso la cute è molto diversa a seconda della natura della sostanza, del tempo di contatto, della zona cutanea interessata, della presenza di lesioni anche minime della pelle”.

In particolare due sono i più importanti ordini di effetti sulla salute da considerare nella preparazione, uso (e nel rientro in coltura dopo il trattamento):

  • effetto tossico metabolico acuto, che indica gli effetti a breve termine ed è utilizzato per attribuire la classe di tossicità ai prodotti;
  • effetto a livello di moltiplicazione cellulare (cancerogenesi, mutagenesi, teratogenesi).

La sicurezza nella raccolta delle olive

Si indica innanzitutto, con riferimento al progetto di indagine sul campo svolta nella Regione Campania, che la raccolta può realizzarsi direttamente dalla pianta oppure da terra.

In particolare per la raccattatura “si fa ricorso a mezzi meccanici quali spazzolatrici e raccattatori. Le prime sono vere e proprie spazzole a pettine, in materiale sintetico, che con un movimento traslatorio provvedono a disporre le olive in cumuli, favorendone la raccolta”.

Mentre la raccolta dalla pianta si realizza generalmente con “macchine agevolatrici e scuotitrici. Tra le prime rientrano i pettini oscillanti e le spazzole rotanti montate su aste metalliche, collegate a motori o alla presa di forza di una trattrice”.

Raccolta delle olive con uso del pettine - Moiano (BN)

Chiaramente i rischi derivanti da questa fase lavorativa “sono in buona parte caratterizzati dalla movimentazione manuale dei carichi, dall’uso delle scale e dall’uso di mezzi meccanici, nonché dal microclima legato alla stagione della raccolta”.

Riprendiamo alcune indicazioni sulla prevenzione contenute nella scheda dal titolo “Raccolta” con riferimento al rischio di taglio e all’uso dei pettini manuali:

  • “operare sempre in condizioni di buona stabilità ed equilibrio, facendo attenzione agli altri operatori presenti;
  • verificare preventivamente lo stato di manutenzione delle attrezzature;
  • riporre i pettini nel porta utensili da inserire nella cintura e non abbandonarli né appoggiarli in posti sopraelevati da cui possono cadere”.

Riportiamo, infine, alcune indicazioni sul rischio meccanico anche con riferimento all’ uso del trattore e degli attrezzi collegati per la raccolta:

  • “adeguata protezione degli organi di trasmissione del moto (giunto cardanico);
  • verificare l’integrità delle protezioni del giunto;
  • evitare abiti svolazzanti durante l’attacco ed il distacco dell’attrezzatura;
  • segregare tutte le parti in movimento della trattrice e del compressore;
  • assicurarsi che non vi siano altre persone nel raggio di azione della macchina;
  • posizionare la trattrice in condizioni di buona stabilità;
  • assicurarsi di aver inserito il freno di stazionamento;
  • mantenere adeguate distanze dai cigli e scarpate;
  • effettuare pause di riposo;
  • posizionare la trattrice il più lontano possibile dagli operatori con abbacchiatore” (agevolatore per la raccolta).

Concludiamo rimandando alla lettura integrale del documento e ricordando che la pubblicazione si sofferma anche sulla sicurezza in altre fasi di lavoro:

  • impianto dell’oliveto;
  • messa a dimora delle piante;
  • concimazione di fondo;
  • gestione del terreno e lavorazioni ordinarie.

(Punto Sicuro – RTM)

 

 

Scarica il documento da cui è tratto l’articolo:

Inail, Direzione regionale Campania, “ Oleare la sicurezza. I rischi per i lavoratori nella coltivazione dell’olivo e la produzione delle olive”, pubblicazione realizzata in collaborazione con Confederazione Italiana Agricoltori Campania, Associazione Olivicoltori Sanniti soc. coop., Associazione Irpina Produttori Olive soc. coop., I.R.Fo.M. – Istituto di Ricerca e Formazione per il Mezzogiorno, a cura di di Michele Del Gaudio (Inail, Direzione regionale Campania), Pino Mauriello e Aniello Troiano (I.R.Fo.M.), edizione 2018 (formato PDF, 2.03 MB).

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