Stop alla pubblicità indesiderata nella cassetta della posta

Dal 6 maggio 2019 parte l’opt out per il marketing cartaceo. Da quella data si potranno mandare lettere promozionali agli indirizzi presenti negli elenchi telefonici pubblici, a meno che l’interessato non abbia manifestato il suo dissenso, iscrivendo il suo recapito nel registro delle opposizioni, tenuto dalla fondazione Bordoni (www.registrodelleopposizioni.it).

È questo l’effetto del dpr n. 149 dell’8 novembre 2018, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 19 gennaio 2019, vigente dal 4 febbraio 2019, che ha modificato il precedente dpr 178/2010, e cioè il regolamento sul registro delle opposizioni, ovvero il registro nel quale si deve iscrivere chi non vuole ricevere comunicazioni commerciali dirette.

Il registro è già operativo dal 2010 per il marketing telefonico ed è stato, ora, esteso al marketing effettuato con l’impiego della posta cartacea. Le nuove regole consentono a chi lo vuole di chiedere l’iscrizione del proprio indirizzo nella lista dei recapiti inutilizzabili per scopi commerciali.Senza l’iscrizione nel registro delle opposizioni, però, anche l’indirizzo diventa utilizzabile senza il preventivo consenso.

Chi vuole impedire che la cassetta delle lettere sia riempita con comunicazioni promozionali avrà tre mesi di tempo per chiedere al registro delle opposizioni l’iscrizione del proprio indirizzo (necessario consultare il sito del registro delle opposizioni per le concrete modalità operative).

Il decreto in esame, nella versione definitiva, ha, infatti, accolto il suggerimento del Garante della privacy ed ha previsto un termine transitorio pari a 90 giorni in modo da consentire agli abbonati di iscriversi prima di poter essere contattati e dall’altro fornire il tempo per realizzare il registro esteso alla posta cartacea.

Quindi, tenuto conto dello slittamento dei termini in scadenza nei giorni festivi al primo giorno feriale successivo, il 6 maggio 2019 è la data da segnare in calendario.

Con le nuove regole si è detto che si applica il cosiddetto opt out per la posta cartacea.

Questo significa che, con il regolamento sul marketing cartaceo, chi vuole fare pubblicità usando gli indirizzi risultanti dagli elenchi telefonici lo può fare, ma deve controllare che l’indirizzo non sia stato inserito (su richiesta dell’interessato) nella lista ufficiale di chi non vuole ricevere pubblicità cartacee.

I soggetti già iscritti al servizio per non ricevere la pubblicità telefonica potranno aggiornare la propria iscrizione estendendo l’opposizione già espressa anche alla posta cartacea.

Dal punto di vista degli operatori di marketing per poter mandare comunicazioni commerciali a mezzo posta cartacea bisognerà consultare il registro e vedere quali indirizzi sono stati iscritti, depennandoli di conseguenza dalla lista. In materia di tempi di consultazione, si prevede che, per i trattamenti di dati per fini di invio di materiale pubblicitario o di vendita diretta o per il compimento di ricerche di mercato o di comunicazione commerciale, mediante l’impiego della posta cartacea, la consultazione del registro da parte di ciascun operatore ha efficacia pari a trenta giorni.

Il regolamento in commento, poi, integra la disposizione sull’obbligo di informativa a favore del soggetto contattato: per effetto delle novità, si devono far conoscere all’interessato la fonte dei dati usati e le indicazioni utili all’eventuale iscrizione nel registro delle opposizioni, e ciò va fatto all’interno del materiale pubblicitario o di vendita diretta o per il compimento di ricerche di mercato o di comunicazione commerciale inviato tramite posta cartacea.

Si coglie, poi, l’occasione per cambiare le modalità per iscriversi al registro delle opposizioni (anche in materia di opposizione al marketing telefonico), togliendo la possibilità di inviare un fax: rimangono quindi il canale web, il telefono, la e-mail e la raccomandata.

Dovranno, infine, essere attivate apposite campagne informative atte a favorire la piena conoscenza delle novità.

Fonte: Italia Oggi del 22 gennaio 2019 – Articolo di Antonio Ciccia Messina

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